Appena sveglia ricevo un messaggio di Miguel, wanna go to Nagoya? e non mi serve nemmeno il tempo per pensarci. Venti minuti e sono fuori.Esco di corsa dalla stazione di Yamashina, salgo al volo nella macchina squadrata - tipicamente giapponese - degli Ebihara, e si parte. Adoro i lunghi viaggi in macchina, mi sono mancati da quando sono qui. Ryu è sempre silenzioso e quando guida non fa eccezione. Simon si addormenta, Tomoko e Miguel scherzano. Fuori dal finestrino, inaspettati, dei sakura ritardatari punteggiano le montagne, abbelliscono i bordi di un'autostrada altrimenti anonima.
È iniziata la Golden Week, si capisce anche dal traffico per strada. I giapponesi sfruttano al massimo questo ponte a cavallo tra aprile e maggio per darsi al turismo, spesso interno.
Nagoya dista più di cento chilometri da Kyoto, e il viaggio dura quasi due ore. La prima tappa è il Toyota Commemorative Museum of Industry and Technology, che mostra l'evoluzione dell'industria tessile e racconta la storia della famosa casa automobilistica nipponica. Non nascondo che entrambi i temi mi appassionano pochissimo, ma come una bambina trovo da divertirmi spingendo bottoni che azionano meccanismi complessi e a loro modo affascinanti.




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